Passaggio in India

L’alta corte di Nuova Delhi ha dichiarato che il contenuto dell’articolo 377 del codice penale indiano, che considera un reato i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, rappresenta “una violazione dei diritti fondamentali”. La norma, ereditata dalla legislazione vittoriana britannica, non era mai stata sottoposta a revisione legislativa, a differenza di quel che è accaduto in Gran Bretagna, ed era ancora in vigore. Le reazioni della comunità gay riportate dal Telegraph di Calcutta - Le critiche sulla legge raccolte da Outlook India
12 AGO 20
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L’alta corte di Nuova Delhi ha dichiarato che il contenuto dell’articolo 377 del codice penale indiano, che considera un reato i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, rappresenta “una violazione dei diritti fondamentali”. La norma, ereditata dalla legislazione vittoriana britannica, non era mai stata sottoposta a revisione legislativa, a differenza di quel che è accaduto in Gran Bretagna, ed era ancora in vigore. Nell’ottobre del 2003 il governo indiano si era rifiutato di abolire quello stesso articolo del codice penale, affermando che questo “avrebbe aperto le porte a una serie di comportamenti delinquenziali e sarebbe stato interpretato come un’autorizzazione per tutti i comportamenti di depravazione sessuale”, aggiungendo però che non sarebbero stati puniti gli atti sessuali tra adulti consenzienti. Anche questo precedente dimostra quanto sia lunga la strada per il riconoscimento di fondamentali diritti all’eguaglianza anche nelle democrazie, tra le quali quella indiana è la più popolosa. Tecnicamente la decisione della corte ha effetti diretti soltanto per il distretto di Nuova Delhi, ma ci si aspetta che venga presto estesa all’intera federazione indiana.

Il dibattito sulla discussa e discutibile tendenza all’equiparazione tra le varie forme di convivenza e il matrimonio non deve far dimenticare che il diritto, invece indiscutibile, alla non discriminazione tra le persone a causa del loro orientamento sessuale è ancora negato in molti paesi, e soprattutto in quelli retti da regimi dittatoriali, da quelli che si ispirano al comunismo alla quasi totalità dei paesi islamici. Anche se in India il dispositivo penale dell’articolo 377, che prevede pene fino a 10 anni e nei casi più gravi persino l’ergastolo, non viene applicato quasi mai, è evidente l’effetto intimidatorio e discriminante rappresentato dalla sua semplice esistenza. Si tratta di un problema di libertà, che deve essere risolto dalle democrazie anche dove resta impopolare. Chi intende difendere la centralità della famiglia, e non vuole vederla equiparata ad altri tipi di rapporti, rende più limpida la sua tesi se la accompagna a una convinta adesione all’esigenza di superare ogni discriminazione personale basata sull’orientamento sessuale.